L’archeologia del lavoro
Sesto San Giovanni dedica l’autunno alla riscoperta della propria storia. E novembre è un mese particolarmente ricco di appuntamenti, con la rassegna «Domeniche tra arte e industria», il ciclo di visite guidate nei luoghi della città di ieri e di oggi. Dopo un primo percorso nell’area della ex Falck, lo scorso ottobre, saranno coinvolte anche la ex Breda e la ex Marelli, in un’iniziativa che vede come piatto forte la visita a importanti siti di archeologia industriale (prossimi appuntamenti: domenica 16 e domenica 23): un modo intelligente di preservare il passato valorizzandone le tracce nel presente. Disciplina nata in Inghilterra negli anni Cinquanta, l’archeologia industriale ha in Lombardia una delle zone privilegiate a livello europeo, in virtù della precoce industrializzazione e della fitta presenza di aree dismesse. Perlopiù si tratta di siti molto complessi, talvolta imponenti, solo recentemente riconosciuti dal punto di vista culturale. È il caso della Valle Olona: lungo il corso del fiume, senza soluzione di continuità fra Varese e Legnano, si allinearono nei secoli numerose attività manifatturiere a produzione specializzata, che traevano dall’acqua una risorsa essenziale per i cicli produttivi. Una tradizione che comincia già nel Settecento, con l’installazione dei primi mulini ad uso industriale, e che ha il suo apice tra l’Ottocento e la prima metà del secolo scorso. A farla da padrone il tessile, con cotonifici e garzifici, insieme a tintorie, candeggi, stamperie, concerie, cartiere.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305033